Il nonno Ferruccio
È anche grazie a mio nonno Ferruccio se oggi stai leggendo questo articolo. La sua grande passione per il golf fu l’elemento scatenante che mi introdusse, in modo del tutto naturale, alla scoperta delle mie abilità motorie laterali.
Quando avevo circa dieci anni, accompagnavo spesso il nonno al campo da golf delle “Betulle”. Il mio compito era importante: portare il trolley con le sue mazze. Lui, ormai in là con gli anni, diceva che iniziavano a pesargli. Io, al contrario, ero sempre felice. Ricordo ancora la precisione del prato color smeraldo e quel ristorante con un buffet che sembrava infinito.
Golf e lateralità
In quel contesto, iniziò a crescere anche in me un certo interesse per il golf. Il nonno si allenava spesso nel suo giardino, e appena sentivo dallo schiocco della mazza contro la pallina che era “iniziata la sessione”, scendevo di corsa a guardarlo. Mi divertiva cercare le palline finite lontano, tra le foglie o incastrate tra le pietre.
Un giorno, il nonno mi diede una mazza per farmi provare. Dopo avermi spiegato la tecnica convenzionale – impugnatura, posizione dei pollici, swing – continuavo comunque ad avere difficoltà. Finché decisi di seguire il mio istinto: presi la mazza con le mani nel senso opposto, in modo non convenzionale… e finalmente le palline iniziarono a volare lontano.
Fu allora che il nonno, col suo immancabile sigaro toscano, mi disse:
Secondo me tu sei ambidestro.
Un’ipotesi che prende forma
L’idea dell’ambidestria iniziò a frullarmi in testa per anni. Finché, durante una lezione particolarmente noiosa verso i quindici anni, provai a scrivere con l'altra mano per puro esperimento. All’inizio la calligrafia era illeggibile e la velocità minima. Ma con un po’ di costanza, iniziarono a vedersi i primi risultati.
Dettato dopo dettato, la coordinazione migliorava. Dopo un paio di settimane riuscivo già a scrivere con più fluidità, e nel tempo la scrittura con la mano che avevo lasciato "in panchina" per tutto questo tempo divenne il mio esercizio preferito durante le lezioni più ripetitive.
Scrivevo appunti, tracciavo linee, disegnavo forme. E miglioravo ogni giorno. A casa, il nonno ne era entusiasta. Continuava a ripetere che lui l’aveva sempre saputo.
A ripensarci, aveva ragione a metà. Non sono nato ambidestro in senso stretto: avevo una lateralità un po' mista, e quello swing al contrario ne era il primo segnale. Il resto — la scrittura, la precisione, l'abitudine — è venuto dall'esercizio.
Allenare entrambe le mani
Nel tempo, iniziai a usare entrambe le mani per ogni attività quotidiana: radermi, lavarmi i denti, tagliare le verdure. Anche azioni banali diventavano piccoli esercizi di coordinazione. Ogni gesto era un modo per stimolare quella parte motoria meno utilizzata.
Dopo oltre dieci anni di pratica, oggi non faccio quasi più caso a quale mano sto usando, nemmeno per firmare: mi viene spontaneo usare quella che ho libera o più comoda in quel momento. Vale per i gesti di tutti i giorni, dal mouse allo spazzolino; per i lavori di precisione, come usare un taglierino o un coltello, la destra resta ancora più precisa.
Non sai ancora da che parte stai? Il test ambidestro te lo dice in otto domande.
Se anche tu senti che potresti avere una naturale predisposizione o semplicemente vuoi sviluppare nuove abilità motorie e migliorare la tua coordinazione, allenare la mano non dominante può essere un’esperienza utile e stimolante. Ecco una guida per iniziare a sviluppare questa abilità.
Quella scoperta è poi diventata un libro — la storia completa è in un sogno che diventa un libro.
Se vuoi fare lo stesso percorso, nel libro "Come diventare ambidestro" ho messo tutto quello che ho imparato da allora: un test approfondito ed esercizi progressivi per allenare la mano non dominante.
Domande frequenti
Come capire se sono ambidestro?
Guarda quale mano usi senza pensarci per scrivere, lanciare, lavarti i denti o tagliare. Se per quasi tutto scegli la stessa mano non sei ambidestro; se usi mani diverse per gesti diversi hai una lateralità mista, cosa molto comune. Ambidestro, in senso stretto, è chi fa lo stesso gesto altrettanto bene con entrambe le mani. Un test con più domande, come quello su questo sito, dà un quadro più preciso.
Quando si capisce se un bambino è mancino?
Una preferenza spesso si vede tra i 2 e i 4 anni, ma nei bambini piccoli resta debole e incostante e continua a consolidarsi nei primi anni di scuola. Osserva quale mano usa spontaneamente e lascialo libero di esplorare entrambi i lati, senza forzarlo.
Si può diventare ambidestri da grandi?
Si può allenare molto la mano non dominante a qualsiasi età, anche se quella dominante non cambia. Io ho iniziato a scrivere con l'altra mano a quindici anni e le prime righe erano illeggibili; dopo un paio di settimane di pratica quotidiana la scrittura era già più fluida. Da adulti si imparano i movimenti più lentamente, ma si imparano.
Cosa controlla l'emisfero destro del cervello?
L'emisfero destro controlla soprattutto i movimenti e le sensazioni del lato sinistro del corpo, mano sinistra compresa, ed è più coinvolto nell'attenzione allo spazio. L'idea che sia la sede della creatività è una semplificazione: le attività creative usano reti di entrambi gli emisferi.