Statistiche sugli ambidestri: quanti sono davvero

Quanti sono davvero

Meno dell'1% delle persone è ambidestro in senso stretto: stessa abilità con entrambe le mani in ogni compito, scrittura compresa. Allarga la definizione a chi semplicemente non è destrimane puro e arrivi al 18,1%. Sono corrette tutte e due.

Quella distanza non è un errore di misurazione. È il cuore di tutta la faccenda, e quasi nessuno di quelli che ripetono "circa l'1%" si prende la briga di spiegarla.

Il numero che nessuno spiega

La fonte migliore che abbiamo è una meta-analisi del 2020 su Psychological Bulletin, costruita apposta per chiudere la questione[1]. Il risultato non è un numero. È un intervallo.

  • 9,3% di mancini con il criterio più severo
  • 18,1% di non-destrimani con quello più permissivo
  • 10,6% la stima migliore — 10,4% togliendo gli studi sugli atleti di élite

Adesso guarda cosa c'è in mezzo. Quasi nove punti di popolazione stanno tra una definizione e l'altra: sono i lateralizzati misti, e a seconda del questionario che gli passi finiscono catalogati come mancini, destrimani o ambidestri.

Quindi "l'1% delle persone è ambidestro" non significa altro che questo: qualcuno ha scelto la soglia più stretta.

Tre cose diverse, una parola sola

  • Ambidestrismo vero — stessa abilità in ogni compito, scrittura inclusa. Ben sotto l'1%.
  • Lateralità mista — mani diverse per compiti diversi. Scrivi con la destra, lanci con la sinistra. Comunissimo.
  • Ambidestrismo allenato — una seconda mano portata a livello di proposito. Non lo misura nessuno studio: chiedono tutti cosa fai, mai cosa potresti fare.

Un milione di mani

Due studi schiacciano tutti gli altri, e vale la pena conoscerli per nome.

Nel 1992 Gilbert e Wysocki hanno analizzato 1.177.507 americani tra i 10 e gli 86 anni, raccolti con un sondaggio del National Geographic[2]. Più di un milione di risposte. Da allora nessuno lo ha superato.

Il secondo è lo studio della BBC: 255.100 persone, una sola domanda sulla mano con cui scrivi[3]. La percentuale di mancini è quasi identica a quella di Gilbert e Wysocki — due metodi diversissimi che atterrano nello stesso punto. È la cosa più rassicurante che si possa chiedere a un dato.

L'avvertenza però pesa: sono entrambi autodichiarazioni su pochissimi compiti. Nessuno dei due ha verificato se qualcuno avrebbe potuto diventare bimanuale.

Un quarto di eredità

Questo è il numero che mi ha cambiato il modo di ragionare.

Uno studio su gemelli e non gemelli colloca l'ereditabilità della lateralità tra il 20% e il 27%, a seconda della misura usata[4]. Un quarto scarso.

Resta circa tre quarti affidato a tutto il resto: sviluppo, ambiente, abitudine, esercizio.

Lo stesso studio smonta una convinzione che avrai sentito di sicuro. Si dice che i gemelli siano molto più spesso mancini degli altri. In quel campione non lo erano affatto: 8,1% contro 7,8%, differenza che non raggiunge la significatività.

Due dati da portarti via. Gli uomini sono mancini circa 2,09 punti percentuali più delle donne[1]. E la preferenza di mano correla con la prestazione appena intorno a 0,4[4]: quale mano preferisci e con quale sei davvero bravo non sono la stessa misura.

Il mito degli atleti

Qui mi aspettavo la conferma dell'ovvio. Non è arrivata.

Una meta-analisi su 164 studi e 145.135 persone ha guardato i piedi[5]. Gli atleti esperti sono nettamente più spesso mancini di piede: 20,0% contro 11,4% della popolazione generale. Ma sulla lateralità mista — la cosa più vicina alla vera bilateralità — tra atleti e non atleti non c'è differenza significativa.

Il calcio conferma. Su 236 giocatori di 16 squadre ai Mondiali del 1998, i professionisti erano destrorsi di piede quanto tutti gli altri, intorno al 79%, e pochissimi usavano i due piedi con la stessa frequenza[6].

Eppure il piede doppio si paga. Negli stipendi dei cinque grandi campionati europei c'è un premio salariale sostanziale per chi usa bene entrambi, anche a parità di rendimento[7]. È proprio la rarità a farlo valere.

Il baseball dà i numeri più puliti di tutti, perché lo switch hitter è uno status scritto a referto. Tra i battitori qualificati: 4% nel 1951, quasi 25% a fine anni Ottanta, 9% nel 2008, picco del 18% nel 2018, 12,5% nel 2022[8].

Fermati un attimo su quell'oscillazione. Tra il 1951 e il 1989 la genetica umana non si è mossa di un millimetro. È cambiato l'allenamento. Quando quello sport ha deciso di produrre battitori bilaterali, li ha prodotti.

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Immagine di Brandon. su Unsplash

Quello che nessuno ha misurato

Ogni cifra qui sopra racconta cosa le persone fanno. Nessuna racconta cosa potrebbero fare.

Gli studi di prevalenza ti passano un questionario e registrano le tue abitudini. Non prendono mille adulti, non allenano la mano debole per un anno, non misurano il risultato. Quello studio, semplicemente, non esiste.

Quindi la posizione onesta è questa: sappiamo quanti sono ambidestri per caso, non sappiamo quanti potrebbero diventarlo.

Vuoi sapere dove stai tu? Il test ambidestro sono due minuti. Se invece ti interessa il discorso sull'allenabilità l'ho affrontato in ambidestri si nasce o si diventa, e i piedi hanno statistiche tutte loro in ambidestro con i piedi.

Quale di questi numeri ti ha sorpreso di più? Scrivimelo nei commenti — e se ti è stato utile, condividilo con chi ti ripete sempre quella storia dell'1%.

Cita pure questi numeri

Se sei un giornalista, uno studente o un altro blogger: usali liberamente. Ti chiedo solo di citare lo studio originale, non questa pagina. Trovi l'elenco completo in fondo.

  • Ambidestri veri meno dell'1%; mancini 9,3%, non-destrimani 18,1%, stima migliore 10,6% — Papadatou-Pastou et al., 2020[1]
  • 1.177.507 rispondenti nella più grande indagine mai fatta sulla lateralità — Gilbert & Wysocki, 1992[2]
  • Ereditabilità della lateralità 20–27% — Zheng et al., 2020[4]
  • Atleti 20,0% mancini di piede contro 11,4%, ma nessuna differenza nella lateralità mista — Packheiser et al., 2020[5]
  • Switch hitter MLB tra i battitori qualificati: 4% (1951), 25% (fine anni Ottanta), 12,5% (2022)[8]

Una richiesta detta sul serio: se citi l'1%, cita accanto la definizione. Il numero da solo non vuol dire niente, e di quel numero da solo internet è già pieno.

Da statistica a gesto

Le statistiche descrivono una popolazione. Non descrivono te.

Un quarto ereditato vuol dire che tre quarti sono altro. E quell'altro è la parte su cui hai voce in capitolo. Io ho iniziato ad allenare la sinistra aspettandomi un soffitto bassissimo, e ho scoperto che il soffitto era fatto quasi soltanto di non averci mai provato.

Nel mio libro "Come diventare ambidestro" trovi la versione strutturata di tutto questo: un'autovalutazione seria, esercizi graduali per scrittura, disegno e coordinazione, e un programma giorno per giorno per portare l'altra mano da inutile a utile davvero.

È il libro che cercavo io quando ho iniziato. Non l'ho trovato, così l'ho scritto.

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Pubblicato da Mattia Penna il 11 di settembre del 2026.
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L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni (Paulo Coelho).
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Sull'Autore
Mattia Penna

Mattia Penna è cresciuto tra le montagne della Valle Cervo a Oriomosso, in Piemonte, dove ha sviluppato un forte interesse per il funzionamento della mente umana e per l’ambidestrismo come pratica quotidiana. Sviluppatore di software e studioso indipendente di neuroscienze, unisce tecnologia e curiosità scientifica per creare strumenti digitali che promuovono un pensiero più completo, creativo e analitico.