Chi lo è davvero
I calciatori veramente ambidestri si contano sulle dita. Ousmane Dembélé è il caso più solido: 21 gol di sinistro e 24 di destro in carriera[2]. Poi Santi Cazorla e Andreas Brehme. Kevin De Bruyne, il nome più cercato, non rientra.
Il motivo per cui la lista è così corta è statistico prima che calcistico: la preferenza di piede è meno netta di quella di mano, ma resta una preferenza, e le persone senza un lato dominante sono una manciata su cento[1]. In un campo da calcio si vede benissimo, perché ogni tocco viene registrato.
Quindi diffida delle liste da venti nomi. Ne bastano quattro, e reggono.
Il caso De Bruyne
Partiamo dal nome che tutti cercano, perché la risposta onesta è no.
De Bruyne è un destro naturale con un sinistro che non ha senso. L'11 maggio 2022, contro il Wolverhampton, ha segnato quattro gol: i primi tre — l'intera tripletta del primo tempo — tutti con il piede debole, e solo il quarto di destro[3].
Una tripletta con il piede sbagliato non ti rende ambidestro. Ti rende un destro che ha smesso di avere un lato prevedibile — che, dal punto di vista del difensore, è la stessa identica cosa. E infatti è questo il punto: in campo la differenza non si vede. Nei numeri sì.
La domanda giusta non è "è ambidestro?"
È "quante opzioni deve coprire il difensore?" Un attaccante a un piede solo ne offre due: rientra e tira, oppure va sul fondo e crossa. Uno con due piedi ne offre quattro, e il difensore non può chiudere niente in anticipo.
Ecco perché un piede debole allenato vale, sul campo, quanto l'ambidestrismo vero.
Dembélé, il più vicino
Se l'ambidestrismo calcistico esiste, assomiglia a Dembélé.
Il Barcellona ha fatto i conti: 22 gol in blaugrana, 12 di sinistro e 10 di destro. Allargando a tutta la carriera fino a quel momento, 21 di sinistro, 24 di destro e uno di testa su 46 totali[2].
Guarda quei numeri per un secondo. Non è un piede forte e uno di riserva: è testa o croce, ripetuto per un'intera carriera. In uno sport dove il 90% dei giocatori ha uno scarto di otto a due, un 21-24 è un'anomalia vera.
Due rigori, due piedi
Il caso più bello però è vecchio, e ci riguarda da vicino: Andreas Brehme, quattro stagioni all'Inter, uno scudetto nel 1989 e una Coppa UEFA nel 1991.
Mondiale 1986, quarti contro il Messico, lotteria dei rigori: seconda esecuzione, collo pieno, piede sinistro. Finale del 1990 contro l'Argentina, rigore a sette minuti dalla fine, il gol che decide la Coppa del Mondo: interno destro[4].
Lo stesso giocatore, lo stesso gesto, due piedi diversi, i due palcoscenici più pesanti che esistano.
"Sono più preciso con il sinistro, ma tiro più forte con il destro."
Parole sue. Non è la frase di chi ha due piedi uguali — è la frase di chi ne ha due utilizzabili, e sa esattamente a cosa serve ciascuno. Che è un traguardo molto più raggiungibile, e molto più utile.
Il piede si costruisce
C'è una cosa che tiene insieme tutti questi nomi, ed è la parte che le liste non raccontano: nessuno di loro è nato così.
Cazorla ha sempre preferito il destro. Si infortunò alla caviglia, cominciò ad appoggiarsi sul sinistro, e per anni è rimasto mezz'ora in più dopo gli allenamenti a calciare contro un muro con il piede debole[5]. La storia completa è in persone ambidestre famose, insieme ai nomi che invece non reggono.
Un muro. Mezz'ora. Ripetuta per anni.
Non è il talento a fare la differenza in questa lista, è la noia sopportata più a lungo degli altri. E se ti stai chiedendo se ambidestro sia perfino la parola giusta per i piedi — no, tecnicamente no, e ne ho scritto in essere ambidestri con i piedi.

Chi aggiungeresti a questa lista? Scrivimelo nei commenti — e se ti è piaciuto, condividilo con l'amico che giura che il suo sinistro "funziona".
Il tuo piede debole
La parte interessante è che il meccanismo non è riservato ai professionisti.
Quel muro di Cazorla puoi averlo anche tu, e non serve un campo: serve decidere quale lato del corpo hai smesso di usare e ricominciare a dargli lavoro. Se vuoi la parte pratica applicata al pallone, la trovi in essere ambidestro nel calcio; se ti interessa l'idea più grande — allenare il lato debole ovunque, non solo in area — parti da come diventare ambidestro.
Il mio libro è la versione ordinata di quel muro: un test iniziale, esercizi graduali e un programma giorno per giorno, pensato per adulti che partono da zero e non hanno un allenatore che li aspetta a fine seduta.
Brehme non sapeva quale fosse il suo piede buono. Nemmeno tu, forse. È un'ottima notizia.