Calciatori ambidestri: chi lo è davvero

Chi lo è davvero

I calciatori veramente ambidestri si contano sulle dita. Ousmane Dembélé è il caso più solido: a fine 2020 contava 21 gol di sinistro e 24 di destro in carriera[2]. Poi Santi Cazorla e Andreas Brehme. Kevin De Bruyne, il nome più cercato, non rientra.

Il motivo per cui la lista è così corta è statistico prima che calcistico: la preferenza di piede è meno netta di quella di mano, ma resta una preferenza: circa un adulto su cinque ha una lateralità mista dei piedi[1], e i giocatori che usano i due piedi allo stesso modo sono rarissimi[6]. In un campo da calcio si vede benissimo, perché ogni tocco viene registrato.

Quindi diffida delle liste da venti nomi. Ne bastano quattro, e reggono.

Il caso De Bruyne

Partiamo dal nome che tutti cercano, perché la risposta onesta è no.

De Bruyne è un destro naturale con un sinistro che non ha senso. L'11 maggio 2022, contro il Wolverhampton, ha segnato quattro gol: i primi tre — l'intera tripletta del primo tempo — tutti con il piede debole, e solo il quarto di destro[3].

Una tripletta con il piede sbagliato non ti rende ambidestro. Ti rende un destro che ha smesso di avere un lato prevedibile — che, dal punto di vista del difensore, è la stessa identica cosa. E infatti è questo il punto: in campo la differenza non si vede. Nei numeri sì.

La domanda giusta non è "è ambidestro?"

È "quante opzioni deve coprire il difensore?" Un attaccante a un piede solo ne offre due: rientra e tira, oppure va sul fondo e crossa. Uno con due piedi ne offre quattro, e il difensore non può chiudere niente in anticipo.

Ecco perché un piede debole allenato vale, sul campo, quanto l'ambidestrismo vero.

Dembélé, il più vicino

Se l'ambidestrismo calcistico esiste, assomiglia a Dembélé.

Il Barcellona ha fatto i conti: 22 gol in blaugrana, 12 di sinistro e 10 di destro. Allargando a tutta la carriera fino a quel momento (fine 2020), 21 di sinistro, 24 di destro e uno di testa su 46 totali[2].

Guarda quei numeri per un secondo. Non è un piede forte e uno di riserva: è testa o croce, ripetuto per un'intera carriera. In uno sport dove quasi tutti si appoggiano nettamente su un piede, un 21-24 è un'anomalia vera.

Due rigori, due piedi

Il caso più bello però è vecchio, e ci riguarda da vicino: Andreas Brehme, quattro stagioni all'Inter, uno scudetto nel 1989 e una Coppa UEFA nel 1991.

Mondiale 1986, quarti contro il Messico, lotteria dei rigori: seconda esecuzione, collo pieno, piede sinistro. Finale del 1990 contro l'Argentina, rigore a sette minuti dalla fine, il gol che decide la Coppa del Mondo: interno destro[4].

Lo stesso giocatore, lo stesso gesto, due piedi diversi, i due palcoscenici più pesanti che esistano.

Sono più preciso con il sinistro, ma tiro più forte con il destro.

Parole sue. Non è la frase di chi ha due piedi uguali — è la frase di chi ne ha due utilizzabili, e sa esattamente a cosa serve ciascuno. Che è un traguardo molto più raggiungibile, e molto più utile.

Il piede si costruisce

C'è una cosa che tiene insieme tutti questi nomi, ed è la parte che le liste non raccontano: nessuno di loro è nato così.

Cazorla ha sempre preferito il destro. Si infortunò alla caviglia, cominciò ad appoggiarsi sul sinistro, e per anni è rimasto mezz'ora in più dopo gli allenamenti a calciare contro un muro con il piede debole[5]. La storia completa è in persone ambidestre famose, insieme ai nomi che invece non reggono.

Un muro. Mezz'ora. Ripetuta per anni.

Non è il talento a fare la differenza in questa lista, è la noia sopportata più a lungo degli altri. E se ti stai chiedendo se ambidestro sia perfino la parola giusta per i piedi — no, tecnicamente no, e ne ho scritto in essere ambidestri con i piedi.

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Immagine di Abigail Keenan su Unsplash

Chi aggiungeresti a questa lista? Se ti è piaciuto, condividilo con l'amico che giura che il suo sinistro "funziona".

Il tuo piede debole

La parte interessante è che il meccanismo non è riservato ai professionisti.

Quel muro di Cazorla puoi averlo anche tu, e non serve un campo: serve decidere quale lato del corpo hai smesso di usare e ricominciare a dargli lavoro. Se vuoi la parte pratica applicata al pallone, la trovi in essere ambidestro nel calcio; se ti interessa l'idea più grande — allenare il lato debole ovunque, non solo in area — parti da come diventare ambidestro.

Il mio libro è la versione ordinata di quel muro: un test iniziale, esercizi graduali e un programma giorno per giorno, pensato per adulti che partono da zero e non hanno un allenatore che li aspetta a fine seduta.

Brehme non sapeva quale fosse il suo piede buono. Nemmeno tu, forse. È un'ottima notizia.

Copertina del libro Come diventare ambidestro

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Domande frequenti

Qual è il calciatore più ambidestro di sempre?

Ousmane Dembélé è il caso più documentato: a fine 2020 il Barcellona aveva contato 21 gol di sinistro e 24 di destro sui suoi primi 46 in carriera, una proporzione quasi identica. Santi Cazorla e Andreas Brehme sono gli altri due nomi che reggono alla verifica.

Kevin De Bruyne è ambidestro?

No, in senso stretto. De Bruyne è un destro naturale con un piede sinistro eccezionale: nel maggio 2022 ha segnato una tripletta interamente di sinistro contro il Wolverhampton, aggiungendo il quarto gol di destro. È un piede debole di élite, non un vero ambidestrismo.

Come si chiama un calciatore che usa entrambi i piedi?

Il termine usato nel calcio è ambipede, perché ambidestro deriva dal latino dexter e riguarda propriamente le mani. Nel linguaggio comune e giornalistico però calciatore ambidestro resta l'espressione più diffusa, ed è quella che quasi tutti cercano.

Si può allenare il piede debole da adulti?

Sì. Il lavoro sul piede debole è di routine negli allenamenti dei professionisti, anche se i veri ambidestri restano rari. Santi Cazorla ricostruì il sinistro dopo un infortunio alla caviglia destra, restando mezz'ora in più dopo l'allenamento a calciare contro un muro con il piede debole, per anni.

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L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni (Paulo Coelho).