Anatomicamente parlando
Anche nella tua scuola avevate un manichino nel laboratorio di scienze? Noi ne avevamo uno classico: lo scheletro per vedere le ossa, e un altro con la pelle trasparente, dove si intravedevano anche gli organi interni.
Il cervello era sempre la parte più affascinante da osservare. Una fessura centrale, detta scissura interemisferica, lo divide in due metà simmetriche, facendolo assomigliare — non a caso — a una noce. Ma sotto quella forma perfettamente bilaterale, si nasconde un meccanismo molto più complesso di quel che si pensava un tempo.
I due emisferi: tra mito e realtà

Il cervello umano è suddiviso in due emisferi collegati da una struttura detta corpo calloso, una fitta rete di fibre nervose che consente il passaggio di informazioni tra una parte e l’altra.
Per molto tempo si è diffusa l’idea che ogni emisfero avesse funzioni esclusive:
- Il sinistro sarebbe la sede della logica, del linguaggio e del pensiero analitico.
- Il destro, invece, gestirebbe la creatività, l’intuizione e l’espressione artistica.
In realtà, questa divisione è una semplificazione eccessiva[1]. Le neuroscienze moderne hanno dimostrato che la maggior parte delle funzioni cognitive complesse coinvolgono entrambi gli emisferi in modo complementare.
È vero che esistono specializzazioni locali: ad esempio, il linguaggio tende a essere lateralizzato a sinistra in gran parte della popolazione. Ma quando componi musica, disegni o fai calcoli, non stai usando "solo" una metà del cervello. Le reti neurali si attivano in modo distribuito, creando un dialogo costante tra le due parti.
Una questione di abitudini
La strada più efficace per diventare ambidestro passa attraverso piccoli cambiamenti quotidiani. Non si tratta di stravolgere tutto, ma di introdurre micro-esercizi nella tua routine, per stimolare in modo nuovo la mente e il corpo.
Usare la mano non dominante ti costringe a rallentare, a prestare più attenzione, a uscire dall’automatismo. E proprio in quel momento, quando ti sembra di fare fatica per afferrare una forchetta o scrivere una lettera, il tuo cervello inizia a imparare davvero. Il movimento è nuovo, quindi richiede tutta la tua attenzione, ed è la ripetizione a trasformarlo in un'abilità.
Scrivere con l'altra mano
Uno degli esercizi più efficaci è anche tra i più semplici: scrivere con l’altra mano.
Che sia una lista della spesa, il diario di viaggio o semplicemente il tuo nome, prova a farlo usando entrambe le mani. Scrivi una frase con la destra, poi una con la sinistra. Oppure alterna parola per parola.
Non preoccuparti della calligrafia all'inizio: non è una gara di stile. È un esercizio di attenzione e coordinazione.
E una parte del lavoro rende due volte: le abilità allenate con una mano passano in parte all'altra. In un piccolo studio, cinque giorni di allenamento di una mano hanno reso la mano non allenata più abile in diversi gesti quotidiani[2].
Piccole abitudini per l'altra mano
Ecco alcune azioni quotidiane da provare a svolgere con la mano non dominante:
- Lavati i denti con la mano opposta.
- Lava i piatti tenendo la spugna con la mano non dominante.
- Usa il mouse del computer con la mano non dominante per qualche minuto al giorno (o anche a giorni alterni).
- Mangia provando a usare le posate “invertite”.
L'esercizio con il mouse ha un vantaggio pratico. In uno studio, chi ha spostato il mouse a sinistra della tastiera ha ridotto l'apertura della spalla e la flessione del polso, ed entro un mese era più veloce e trovava il gesto più facile — anche se ancora un po' più lento che con la destra[3].
L'esercizio delle posate ha un effetto collaterale che vale la pena conoscere: spegne il pilota automatico. In uno studio, chi al cinema mangiava popcorn per abitudine continuava a mangiarli anche quando erano stantii — a meno di doverli mangiare con la mano non dominante[4].
Ricorda: la chiave è la costanza. Bastano pochi minuti al giorno. All'inizio potresti sentirti impacciato, ma è proprio quel piccolo disagio che segnala che il tuo cervello sta imparando qualcosa di nuovo.
Prova questi esercizi per qualche settimana e, se ti sono stati utili, condividili con qualcuno che vuole allenare l'altra mano!
Il tuo programma di allenamento
Queste piccole abitudini sono come l'antipasto: stuzzicano l'appetito del tuo cervello e ti fanno assaggiare il potenziale inespresso che si nasconde nella tua mano meno usata.
Se ora ti senti pronto a sederti a tavola per il pasto completo, ho preparato per te un intero menù.
Nel mio libro "Come diventare ambidestro", ho creato un programma di allenamento strutturato, che ti guida giorno dopo giorno. Non solo troverai decine di esercizi specifici per la scrittura, il disegno e la coordinazione, ma anche un test completo per misurare i tuoi progressi e un capitolo su come il cervello impara movimenti nuovi.
Vuoi concentrarti su una sola abilità? La scrittura è quella che dà più soddisfazione, e ha una guida tutta sua: scrivere con la mano non dominante. Se invece ti interessa cosa succede nel cervello mentre ti alleni, parti da come allenare il cervello per migliorare la memoria.
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Domande frequenti
È meglio usare la mano sinistra o la destra?
Usa la mano dominante per ciò che fa meglio, e allena anche l'altra. Una seconda mano capace aiuta quando la prima è occupata o infortunata, e quello che alleni con una mano passa in parte all'altra. Non ci sono prove che equilibri il cervello o renda più intelligenti: è un'abilità motoria, e migliora con la pratica.
Quali sono i benefici dell’essere ambidestro?
Allenare entrambe le mani rende la mano non dominante più precisa e coordinata, ti aiuta quando l'altra è occupata o infortunata ed è un buon esercizio di attenzione. Non ci sono invece prove che renda più creativi o più intelligenti: è un'abilità motoria, e come tale migliora con la pratica.
Diventare ambidestro cambia davvero il cervello?
Sì, nel senso in cui lo fa ogni nuova abilità. Negli studi con la risonanza magnetica, poche settimane di allenamento della mano non dominante la rendono più veloce e precisa, e il controllo dei movimenti passa dallo sforzo consapevole a circuiti più automatici. È la normale plasticità del cervello che impara un gesto.
- An evaluation of the left-brain vs. right-brain hypothesis with resting state functional connectivity MRI (Nielsen et al., 2013)
- Specialization in interlimb transfer between dominant and non-dominant hand skills (Yoo, 2015)
- Left-handed versus right-handed computer mouse use: effect on upper-extremity posture (Delisle et al., 2004)
- The pull of the past: when do habits persist despite conflict with motives? (Neal et al., 2011)